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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 597 — CAPITOLO VIII. Giulio Cesare.

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L. 1, c. 23, cod. Casanat., p. 24, col. 2ª. Di un altro Giulio Cesare, imperatore ancor esso di Roma si legge nel Roman de Merlin una storia assai stravagante. Merlino, lasciata la Bretagna e il re Artù se ne andò a stare per alcun tempo nella foresta di Romania, en la forest de Romenie. Era allora imperatore di Roma un Giulio Cesare; mais ce ne fut mie ce Iulius Cesar que le chevalier Mars occist en son pavillon ou royaulme de Persie, mais fut celui que messire Gauvain le nepveu au roy Artus occist en la bataille dessoubs Langres pour ce qu' il avoit desfie le Roy Artus. La moglie di questo Giulio Cesare, la quelle estoit une des belles dames de tout le monde, mais moult fut chaulde et luxurieuse de son corps, tiene con sè dodici giovani scudieri in abito di donzella, coi quali tutti si giace, quando l'imperatore non è in città. Advenable, figliuola di Mathan, duca di Germania, capita a Roma in abiti maschili, si fa chiamare Grisendoles, ed entra nelle grazie dell'imperatore, che la fa cavaliere e siniscalco dell'impero. Una notte Giulio Cesare sogna una troja coronata che si fa montare da dodici piccoli leoni, e che egli dà, insieme con questi, alle fiamme. Turbato del sogno, vuol saperne il significato. Mentre siede a mensa co' suoi baroni, Merlino, trasformato in cervo, entra nella città, mettendola tutta a soqquadro, si caccia nella sala del banchetto, travolgendo ogni cosa, e dice a Giulio Cesare che non isperi di conoscere ciò che desidera finchè un uomo selvaggio non glielo sveli. Poi se ne torna alla selva. Cesare promette la figliuola e mezzo il regno a chi saprà condurgli l'uomo selvaggio, o il cervo. Molti ci si provano invano. Un cignale insegna a Grisendoles il modo di venire a capo della impresa, a cui anch'ella s'è accinta. L'uomo selvaggio, cioè Merlino, condotto dinnanzi all'imperatore scopre la colpa dell'imperatrice, la quale è arsa viva insieme co' suoi dodici drudi. (Ed. di Antonio Verart, Parigi, 1498, v. II, f. XXIII v. a XXX v.). Circa le relazioni di questa storia con racconti di Somadeva e del Çukasapiati, v. Liebrecht, Merlin, e Benfey, Nachtrag zu Merlin, in Orient und Occident, v. 1, p. 341-4, 344-54.

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