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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 489 — CAPITOLO VIII. Giulio Cesare.

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Le eccezioni sono rare. Radulfo Colonna, nel suo trattatello De translatione imperii dice, parlando appunto dell'impero: «Quam monarchiam, cum primum Octavianus Augustus deinde successores eius praeferrent, non uniformiter tenuerunt». E quasi subito dopo: «Imperium Romanum a Julio Caesare secundum quosdam, sed verius ob Octaviano Augusto primo Romanorum imperatore inchoatur». Questo ripete con le parole medesime Marsilio Menandrino, che pure scrisse un trattato De translatione imperii, copiando in massima parte quello di Radulfo Colonna, sebbene citi invece le Istorie di Landulfo Colonna. Honoré Bonnor, o Bonet, nell'Arbre des batailles (Parigi, per Antonio Verard, 1493, parte IIª, c. 2) riconosce che Ottaviano Augusto fu il primo imperatore: «Et vraiement il fut le premier empereur qui fut a rommes selon les vrayes histoires». Nel c. 13 dice che Giulio Cesare fu solamente chiamato principe di Roma. Di Cesare dice Giovanni Villani (Istorie Fiorentine, l. I, c. 29): «il detto Cesare levò l'ufficio de' consoli, e dittatori, ed egli primo si fece chiamare imperatore». L'opinione di Dante non appar chiara dal v. 57 del c. VI del Paradiso, dove dice, parlando del sacrosanto segno dell'impero,

Cesare per voler di Roma il tolle;

ma ciò che della pena di Bruto e Cassio narra nel c. XXXIV dell'Inferno fa sospettare che anch'egli avesse Giulio Cesare in conto di primo e legittimo imperatore. Secondo la Kaiserchronik (v. 523-5) quando Giulio Cesare fu divenuto imperatore i Romani cominciarono a dargli del voi. Lo stesso si racconta nel Libro Imperiale. Dante, parlando a Cacciaguida, ricomincia

Dal voi che prima Roma sofferie,

(Parad., c. XVI, v. 10), ma non accenna menomamente a Cesare. Ad esso accenna invece Fazio degli Uberti, quando dice, in un luogo del Dittamondo:

E pensa ancor come perduto visse Colla sua Cleopatra oltre due anni Colui a cui 'l Roman prima voi disse.

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