Note 343 — CAPITOLO V. I tesori di Roma.
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Nel Dolophatos di Giovanni di Alta Selva, che è il testo primitivo latino, il nome di Ottaviano ancora non comparisce. «Fuit antiquo tempore rex quidam magnus et potens, qui congregandi thesauros maximam curam habens, magne altitudinis turrim auro, argento preciosisque quibusque rebus usque ad summum repleverat». Ed. dell'Oesterley, Strasburgo e Londra, 1873, p. 45. Esso si trova invece nel racconto della Diocletianus Leben di Hans von Buehel, nella versione catalana dei Sette Savii, nel Romans des Sept Sages pubblicato dal Keller, e in parecchie altre versioni francesi, nelle versioni italiane, ecc. Anche qui abbiamo uno dei soliti casi di attrazione. Questa storia ricomparisce, ma molto alterata, nel Pecorone, Giorn. IX, nov. 1ª. Nei Compassionevoli avvenimenti di Erasto, c. XV, il fatto si pone in Egitto, ed è noto che in origine esso è quello stesso della storia del re Rampsinit, narrata da Erodoto, o della storia di Trofonio, narrata da Pausania. V. Altdeutsche Blätter dell'Haupt, 1835, p. 143.