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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 623 — CAPITOLO IX. Ottaviano Augusto.

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La versione latina è di Sant'Agostino. In un apocrifo Sermo beati Augustini episcopi de Natale Domini, il quale si trova nel cod. Lat. 1018 della Bibl. Nat. di Parigi, scritto nel XII secolo, la Sibilla recita, dopo altri testimoni della divinità di Cristo, non trentaquattro, ma ventisette versi, de' quali i primi quattordici soltanto formano, e malamente, acrostico. V. Sepet, Les Prophètes du Christ, Bibliothèque de l'École des Chartes, serie VIª, t. III (1867), p. 2-8. Nel Mistero del profeti di Cristo, pubblicato di su un codice dell'XI secolo, prima dal Raynouard, Choix des poésies des troubadours, t. II, p. 139-43, poi dal Du Méril Origines latines du théâtre moderne, 179-87, e in altri Misteri dello stesso argomento, la Sibilla recita, come nel racconto dei Mirabilia, i soli tre primi versi della profezia. Di questa, che nel medio evo fu assai celebrata, si hanno versioni e parafrasi in tutte le lingue d'Europa. Una versione francese pubblicò, di su un cod. Laureziano, Paolo Meyer, Bulletin de la Société des anciens textes français, 1879, p. 79-83, alcune versioni provenzali e catalane il Milà y Fontanals, Romania, 1881, p. 356-65.

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