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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 283 — CAPITOLO IV. Le meraviglie e le curiosità di Roma.

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Erat quoque in domo quadam ferreum simulacrum Bellerofontis pondere quindecim millia librarum, in aere cum equo suo suspensum, nulla catena superius aut stipite inferius sustentatum, sed lapides magnetes in arcubus testudinum, sive fornicibus arcuatis circumquaque ponebantur, et hinc inde proportionali attractione simulacrum in medio servabant, ita ut nullicubi posset dissilire. — Di questo prodigio, che ricorda l'altro simile della tomba di Maometto, si narra anche nel De septem mundi miraculis attribuito a Beda. «Quartum miraculum, simulacrum Bellerophontis ferreum cum equo suo in summa civitate suspensum, ecc.». Qui la città non si nomina altrimenti, ma quella summa civitas potè far credere si trattasse di Roma, e tale fu, credo, la ragione che indusse Ranulfo, o altri che lo precedette, a porre tra le meraviglie di Roma anche il cavallo di Bellerofonte. Se non che summa civitate è, senza dubbio un errore di copista. In un manoscritto della Laurenziana (pl. XX. 48) da me veduto, si legge in Smirna civitate, e questa è la lezione corretta. Plinio racconta (Hist. Nat., XXXIV, 42): «Magnete lapide Dinochares architectus Alexandriae Arsinoes templum concamerare inchoaverat, ut in eo simulacrum ejus e ferro pendere in aere videretur. Intercessit mors et ipsius, et Ptolemaei, qui id sorori suae jusserat fieri». Ciò ripete Isidoro di Siviglia, Originum, VI, 20. Di un simulacro sospeso nel tempio di Serapide parlano S. Agostino, De Civitate Dei, XXI, 6, e Suida, s. v. Μαγνῆτις. Di una statua ferrea di Mercurio sospesa per virtù di calamite nella città di Treveri, parlano i Gesta Treverorum (ap. Pertz, Script.V, t. VIII, p. 132), Giovanni d'Outremeuse (Op. cit., t. I, p. 16) e altri. Ciriaco d'Ancona che viaggiò in Europa, in Africa, in Asia, aveva veduto le sette meraviglie del mondo, fra l'altre anche la statua di Bellerofonte. Almeno così afferma Leonardo Dati:

Vidisti insculptos divos et martia bella Quae gesserunt, et Bellerophonti equum.

Itinerarium, edito dal Mehus, p. 6.

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