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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 282 — CAPITOLO IV. Le meraviglie e le curiosità di Roma.

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Fazio degli Uberti:

Vedi l'arco di Plisco onde già tolse Costantin li cavalli allora ch'ello Lasciando me a Bisanzio si volse.

Il Jordan (Op. cit., v. II, p, 392) pensa debba leggersi vedi 'l circo di Prisco, e dei cavalli del circo di Prisco dice la Graphia: «portati sunt a Constantino imperatore (intendi sempre Costante II) cum omni ornatu facto ex aere in Constantinopolim, Damascum et Alexandriam». Ma a quei versi di Fazio il Capello fa il seguente commento: «L'archo di Plischo è quel grande presso al coliseo ch'altri dice che fu facto a Tito, e da lì tolse i cavalli Constantino, e mandoli a Constantinopoli onde poi funo tolti, e portati per venetiani, e posti in lo tempio di San Marcho supra la intrata in Venetia». Non ripugna punto il credere che nel medio evo fosse stato dato all'arco di Tito più comunemente conosciuto sotto il nome di arcus septem lucernarum, anche il nome di arco di Plisco o Prisco, derivato dal Circo di Tarquinio Prisco, ch'era lì accosto.

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