Note 235 — CAPITOLO IV. Le meraviglie e le curiosità di Roma.
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Di questa profezia fa ricordo Beda nel luogo testè citato: «Quamdiu stat Colysaeus stat et Roma: quando cadet Colysaeus, cadet et Roma; quando cadet Roma cadet et mundus». L'idea di collegare le sorti di una città o di un popolo a quelle di un edificio è tutt'altro che nuova; ma qui può far meraviglia vedere stretto un cotal nesso fra Roma cristiana ed un monumento pagano, bagnato dal sangue dei martiri. Più ragionevole sembra una leggenda affine, sparsa fra i Longobardi, secondo la quale quel popolo non poteva decadere mentre durasse la basilica innalzata dalla regina Teodolinda in Monza e dedicata a S. Giovanni Battista. V. Paolo Diacono, Historia Langobardorum, IV, 22; V. 6.