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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 214 — CAPITOLO IV. Le meraviglie e le curiosità di Roma.

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«Quod primum est, Capitolium Romae, salvatio civium, major quam civitas». The complete Works of Venerable Bede by J. A. Giles, Londra, 1843, v. IV, p. 10. Lo scritto De septem mundi miraculis è generalmente tenuto apocrifo; ma ciò poco importa al caso nostro, giacchè l'antichità sua non potrebbe per questo essere contestata. Il passo che si riferisce al Campidoglio fu pubblicato anonimo dal Docen di su un manoscritto del secolo VIII. Il Campidoglio è messo per primo in parecchi altri elenchi manoscritti delle meraviglie del mondo, (V. Gregorovius, Gesch. d St. Rom, v. III, p. 551, n.); è messo per sesto nel citato libro De Roma prisca et nova edito dal Mazochio. Come settima meraviglia lo pone il Panciroli, Res memorabiles, Francoforte, 1660, tit. XXXII. Il Mabillon (Diarium ital., p. 272) ricorda un manoscritto greco del XIII secolo, dove le sette meraviglie sono: Tebe egizia, le Mura di Babilonia, il Mausoleo, le Piramidi, il Colosso di Rodi, il Campidoglio, il Tempio di Adriano a Cizico.

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