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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 129 — CAPITOLO II Le rovine di Roma e i Mirabilia.

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Piante icnografiche, ecc., p. 77-8. Sulla fede di questo Gregorio, Ranulfo pone in Roma, tra l'altre meraviglie, le terme di Apollonio Tianeo, la statua di Bellerofonte e il famoso teatro di Eraclea, dei quali si parla in parecchi di quegli opuscoli che, sotto il titolo di Mirabilia mundi, furono tanto diffusi nel medio evo. Un error così fatto, togliendo ogni autorità a Gregorio, il Bock cercò di scagionarnelo, imputandolo, senz'ombra di ragione, allo stesso Ranulfo. È a desiderare che il De Rossi faccia di pubblica ragione le molte ricerche e i lunghi studii da lui proseguiti per più e più anni sui codici dei Mirabilia in tutte lo principali biblioteche d'Europa. Il Papencordt morì mentre attendeva a un'edizione critica del testo. Il Grässe, che or son trent'anni, lasciò sperare una critica compiuta del libro (Beiträge zur Literatur und Sage des Mittelalters, Dresda, 1850, p. IX), ne smise poi, a quanto sembra, il pensiero.

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