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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 90 — CAPITOLO II Le rovine di Roma e i Mirabilia.

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Questi versi non fu primo il Muratori a pubblicarli, sebbene così comunemente si creda. Essi trovansi già in calce al t. I delle Opere di Beda, ed. di Basilea, p. 558. Il Muratori li inserì nel t. II, p. 148 delle Antiquitates italicae, traendoli da un antichissimo codice modenese, e facendoli del VII, o dell'VIII secolo. Li ripubblicò il Migne nel t. 122, p. 1194 della Patrologie latine, e poi il Jaffé nei Monumenta Bambergensia, p. 457-8. Che non possano essere posteriori al X secolo dimostra un codice Bambergense che li contiene, come pure il trovarsene citati gli ultimi due in una Invectiva in Romam, che è di quel secolo appunto. Alcuno ne fece autore Ratranno, ma senza buon fondamento.

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