Note 58 — CAPITOLO I. La Gloria e il Primato di Roma.
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La leggenda circa l'origine di Treveri è alquanto mal ferma. Ordinariamente se ne fa fondatore un Trebeta (Treberi, Troletum), nipote di Semiramide, il quale, fuggendo l'avola, che voleva sforzarlo a sposarla, giunse sin sulle rive della Mosella. Così Gotofredo da Viterbo nella terza parte del Pantheon, e molti altri. (V. anche un commento in prosa allo Speculum Regum di Gotofredo, ap. Pertz, Script., t. XXII, p. 36). Secondo Giovanni d'Outremeuse (Myreur des hist., t. I, p. 11) fu Trebeta a volere sposare la madre (non più l'avola), che lo cacciò. La prima versione è più conforme alla riputazione di Semiramide, ed è, senza dubbio, una reminiscenza delle nozze di costei col proprio figliuolo Nino. Nel Chronicon Engelhusii si dice: «Ante Romam Treveris fuit annis mille trecentis»; ma la cronaca tedesca di Luneburgo si contenta di minore antichità; «Treer is gebuwet do Abraham VII. jar alt was up dat water Mosele und was CXX. jar eer Rome gestichtet was». Nei Gesta Treverorum (ap. Pertz, Script., t. VIII), Treveri,
Quae caput Europae cognoscitur auctoritate,
si dice fondata 1250 anni prima di Roma, e Trebeta cacciato da Semiramide bramosa di maggior dominio. Altri fece derivare Treveri da Triumvir, perchè Eucario, Valerio e Materno vi avevano predicato la fede. Alberto Stadense, nel Chronicon, dice senza più Treveri essere stata la prima città d'Europa.