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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 51 — CAPITOLO I. La Gloria e il Primato di Roma.

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Molto spesso la leggenda della origine è suggerita dal nome stesso della città, nel quale, per una certa etimologia a ritroso, si scopre il nome del fondatore, o la memoria di un fatto che diede luogo alla fondazione, o che avvenne in essa. Qualche altro esempio, tolto di fra le città d'Italia, non sarà qui fuor di luogo. Papia viene da Papa o da Papae via, o da Pauperibus pia, o anche da unione di lettere, o sillabe iniziali di più parole (Commentarius de laudibus Papiae, c. XXI, ap. Murat., Script., t. XI, col. 44). Ravenna trae il nome a RAtibus VENto et NAvibus, essendo Tubal, nipote di Noè, e suo fondatore, venuto per mare in Italia (Giovanni da Cermenate, Historia de situ, origine et cultoribus Ambrosianae urbis, c. I, ap. Murat., Script., t. IX. col. 1225-6). Arezzo si chiamò prima Aurelia, e mutò nome dopochè Totila l'ebbe fatta arare e seminare di sale (Giovanni Villani, Istorie fiorentine, l. I, c. 47). Lucca si chiamò prima Fidia, e poi mutò il nome, perchè molto lucente nella fede (Id., ibid., c. 49). Siena fu così chiamata perchè vi si posarono i più vecchi dell'esercito franco, al tempo che Carlo Martello venne in Italia in soccorso della Chiesa (Id., ibid., c. 50). Lo Pseudo-Ricordano Malespini ripete, copiando, queste e altre favole. Veggansi anche i luoghi citati della Fiorita di Armannino.

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