← Table of contents
Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 35 — CAPITOLO I. La Gloria e il Primato di Roma.

Reading edition

Non dimentica di così chiamarla in una sua ecloga il poeta Nasone della corte di Carlo Magno. I carmi di questo poeta furono pubblicati dal Duemmler nella Zeitschrift für deutsches Alterthum, nuova serie, v. VI, p. 58 segg. Angilberto detto Omero, nel Carmen de Karolo Magno, l. III, v. 94-100 (ap. Pertz, Scriptores, t. II, p. 395), dice, parlando della città di Aquisgrana:

. . . . . . . . . . . . . . Roma secunda Flore novo, ingenti, magna consurgit ad alta Mole, tholis muro praecelsis sidera tangens. Stat pius arce procul Carolus loca singula signans, Altaque disponens venturae moenia Romae. Hic iubet esse forum, sanctum quoque iure senatum, Ius populi et leges ubi sacraque iussa capessant.

Si noti la imitazione di Virgilio. Non si dimentichi inoltre che Carlo Magno chiamò col nome di Laterano il palazzo che fece costruire in Aquisgrana. Parlando di esso Eginardo dice: «Ad cuius structuram cum columnas et marmora aliunde habere non poterat, Roma atque Ravenna devehenda curavit». Più tardi la leggenda racconterà che le colonne e i marmi furono trasportati in una notte dai diavoli.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings