Note 23 — CAPITOLO I. La Gloria e il Primato di Roma.
Reading edition
Itinerarium, V. 63. Questo concetto fu del resto familiare ai Latini. Cicerone e Seneca chiamano Roma patria comune, e tale pure è detta nel Digesto. Ulpiano e Callistrato sostengono che il relegato non può dimorare a Roma, essendo Roma patria di tutti. Teodorico dice per bocca di Cassiodoro (Variarum, II, 39): «Nulli sit ingrata Roma quae dici non potest aliena».