Note 3 — III. IL GHETTO.
Reading edition
Uno scrupolo mi trattiene al momento in cui rileggo questa frase, ed ecco che un altro ricordo mi ricorre alla mente.
Una bella sera del mese di maggio all’ora dell’Ave Maria incontrai una processione di gente del popolo e del ceto medio in numero di diciotto o venti. Essi cantavano a tutta gola un cantico italiano in onore della Santa Vergine. Intanto ch’io ammirava nel mio interno quest’atto di divozione spontanea, fui urtato da un uomo sdegnato, che gesticolava energicamente; era il principe Publicola di Santa Croce. «Che impudente canaglia! diceva ad alta voce. Cesseranno infine di rompervi il capo. Non hanno già ben guadagnato i trenta soldi che la parrocchia dà loro per edificare i forestieri?»