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Ricordi di gioventù

Note 35 — CAPITOLO XXVIII. 1859.

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Questo decreto fu pubblicato e affisso in tutta la Provincia.

Il Regio Commissario di S. M. Sarda

ALLE POPOLAZIONI DELLA LOMBARDIA

Cittadini!

Appena il Re Vittorio Emanuele, primo soldato dell’Indipendenza Nazionale, annunciò all’Italia d’aver ripresa la spada, le popolazioni Lombarde volgendo gli occhi al Ticino domandarono il segnale dell’insurrezione.

Le ragioni dell’umanità e della prudenza e le generali necessità della guerra, ci mossero a consigliarvi un indugio che voi accettaste perchè tutto è oggi disciplinato in Italia, la quiete al pari dell’azione.

Ma ora gli indugi sono rotti, il prode Generale Garibaldi venne a darci quest’annuncio e dappertutto dinanzi a lui le popolazioni insorgono e si pronunciano per la causa nazionale e pel governo del Re Vittorio Emanuele.

Commissario di S. M. Sarda vengo a prendere il governo civile di questo spontaneo movimento.

Cittadini!

L’insurrezione Lombarda sarà animata da quel nuovo e mirabile spirito italiano che col segreto della concordia ci fa ritrovare il segreto della fortuna. Nessun disordine verrà a turbare il sublime spettacolo della libertà: nessun impeto cieco verrà a disordinare l’organismo civile del Paese: nessun spirito di improvvida reazione presumerà di considerare come il trionfo di un partito, quello che invece è il trionfo d’una Società tutta intera.

Le guerre dell’indipendenza non si vincono che con gravi sforzi: vi sta dinanzi l’esempio del generoso Piemonte, che da undici anni profonde i più gravi sacrifici quell’alta speranza, che ora è divenuta una realtà.

La nostra impresa è sicura: il prode esercito Piemontese, guidato dal Re, viene in nostro soccorso; l’Italia si ordina per combattere la guerra dell’indipendenza. Napoleone III ha gettato sulla bilancia dei destini la spada della Francia, nostra sorella e naturale alleata delle cause generose.

Tutta Italia ci dimanda la formazione di un forte Stato, baluardo della nazione, e avviamento a’ suoi nuovi destini: i voti decenni del Paese stanno per essere compiuti, e voi potete insorgere nella certezza di questa invocata unione, e gridando:

Viva Vittorio Emanuele Re Costituzionale.

Como, 28 Maggio 1859.

Emilio Visconti-Venosta.

REGIO COMMISSARIO STRAORDINARIO

DI S. M. SARDA

Cittadini!

Il nemico è in ritirata.

I Cacciatori delle Alpi si sono battuti con un coraggio degno del Prode che li comanda e della causa che difendono. E voi, o Cittadini, avete tenuto un ammirabile contegno.

Tutta la gioventù è accorsa a prendere un fucile, a domandare la battaglia, a difendere le barricate. Ogni famiglia gareggiò nel porgere soccorsi ai combattenti e mezzi alla difesa.

La Lombardia seguiterà il vostro esempio.

Il Commissario di S. M. Sarda ve ne ringrazia in nome del Re Capitano della guerra d’indipendenza.

Varese, 26 maggio 1859.

Il Commissario di S. M. Re Vittorio Emanuele

Emilio Visconti-Venosta.

Como, ore 2 dopo mezzanotte.

Como è sgombra dagli austriaci: i nostri valorosi soldati fecero prodigi. Le popolazioni del lago accorrono in massa, trasportate dai quattro vapori, per la difesa del paese.

Per estratto conforme.

Varese, 28 maggio 1859, ore 6,30 ant.

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