Note 32 — CAPITOLO XXIV. 1858.
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Il Cantù più tardi, nella sua Cronistoria dell’Indipendenza Italiana, disconobbe gli uomini più alti e più cari del risorgimento nazionale, e ciò gli fu poi d’ostacolo a entrare in Senato, onore a cui l’avrebbero chiamato i suoi titoli di scrittore e di storico.
Crispi, essendo ministro dell’interno, propose al Re Umberto la nomina di Cesare Cantù a Senatore. Domenico Farini, presidente del Senato e figlio dell’ex Dittatore dell’Emilia, saputo ciò, si recò dal Re e vivamente lo sconsigliò di nominare senatore l’autore della Cronistoria. Il Re non firmò il decreto.