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Ricordi di gioventù

Note 30 — CAPITOLO XXIII. 1857.

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Tra quelli che ebbero, in quei giorni, i più severi rimproveri, vi fu Giuseppe Rovani che nella I. R. Gazzetta ufficiale di Milano, s’era fatto l’istoriografo apologetico del viaggio dell’Imperatore.

Una sera comparve nel caffè Martini sfoggiando una pelliccia nuova, e dicendo: «Questa la devo all’Imperatore». Per quanto grande fosse la disinvoltura di lui, lo scherzo non piacque e molti non lo salutarono più. Il Rovani aveva grande ingegno e molta coltura; ma spesso nei disordini della vita sciupava l’esistenza e la propria dignità.

Molti anni dopo essendoci incontrati, io e lui in una via remota della città, Rovani mi si piantò dinanzi, e mezzo brillo qual’era, come assai spesso, mi disse: «So perchè lei non mi saluta, ma devo dirle ch’io era una buona ed eletta fanciulla, ma che ho finito male!» Pur troppo, risposi, è vero.

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