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Ricordi di gioventù

Note 27 — CAPITOLO XXII. 1856.

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Il d’Adda veniva introdotto nel gabinetto del Re dal ministro Casaretto, talora secretamente, e di sera; Carlo Alberto voleva essere informato di tutto quanto accadeva in Milano e in Lombardia; la parola schietta e franca del d’Adda era sempre d’eccitamento a Carlo Alberto, sopratutto negli ultimi giorni quando si trattava di prendere la gran decisione, sorpassando le gravi difficoltà che circondavano il Re e le urgenti pressioni che gli venivano dall’estero.

Nel tempo stesso Carlo d’Adda legato con parecchi dell’alta Società torinese, quali erano Azeglio, Balbo, Collegno, Alfieri, Cavour, in unione coi lombardi che si trovavano a Torino, e a parecchi del partito liberale, esercitava un’azione attiva sull’opinione pubblica che si agitava in quei giorni a Torino e in tutto il Piemonte per spingere il paese e il Governo alla guerra contro l’Austria.

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