Note 25 — CAPITOLO XX. 1855.
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AL CONTE DI CAVOUR
«Signor Conte,»
«Mi sono recato ieri, com’Ella m’indicò, al Ministero della Guerra, dove mi venne annunziato dal Colonnello Petitti essere io nominato al grado di sottotenente nel corpo dei bersaglieri, aggregato allo Stato Maggiore della spedizione. Mi occupai quindi subito dei necessari preparativi per la partenza, la quale potrò effettuare, ove Ella lo creda conveniente, prima della fine del mese. Il giorno 27 corrente parte da Genova un vapore in corrispondenza coi postali del Levante. Io per quell’epoca sarò pronto ad imbarcarmi, come sono pronto fin d’ora ad anticipare, sia a differire la mia partenza, a seconda degli ordini che V. S. Ill.ma vorrà comunicarmi e che io starò aspettando. Quando V. S. Ill.ma lo crederà opportuno, Ella non avrà che a farmi avvertire dell’ora in cui debbo recarmi al Ministero, sia per mezzo del conte Oldofredi, sia direttamente all’Albergo Trombetta dove alloggio, stantechè non oserei venire io stesso ad importunare inutilmente V. S. Ill.ma nelle sue molteplici e gravi occupazioni.
«Ella mi permetta, signor conte, che ora che io mi trovo d’aver conseguito lo scopo dei miei più vivi desideri, le rinnovi i miei caldissimi ringraziamenti per la bontà di cui m’ha dato tante prove, e per la valida sua protezione alla quale solamente attribuisco il buon esito ottenuto dalle mie domande. Cercherò col mettere il massimo zelo nel servizio, e la più grande premura nel disimpegnare quelle incombenze di cui Ella vorrà onorarmi, di mostrarle meglio che con parole la sincerità della mia riconoscenza e della mia devozione.
«V. S. Ill.ma mi perdonerà spero, se, prima di chiudere questa mia, io le rinnovo la raccomandazione che le porsi già a voce e che concerne un distinto giovane, mio amico, il quale desidererebbe di entrare nel corpo sanitario della spedizione in qualità di medico, sia di chirurgo. È desso Scipione Signoroni, figlio di un valente professore dell’Università di Padova, assai favorevolmente conosciuto a Milano e per la onorevole parte da lui presa come ufficiale dei bersaglieri nella passata guerra, e pel sapere e l’attività con cui da qualche anno attende all’arte sua. V. S. metterà il colmo ai suoi favori a mio riguardo se vorrà prendersi cura di questa mia rispettosa preghiera.
«Agradisca intanto la S. V. Ill.ma i miei omaggi.»
«EMILIO DANDOLO».