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Ricordi di gioventù

Note 7 — CAPITOLO III. 1848.

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La sera del venerdì 17 marzo, Cesare Correnti raccomandò agli amici di trovarsi la mattina seguente in casa del dottor Attilio De Luigi, in via Disciplini. Ci andarono Achille Maiocchi, Daverio Perroni, Guido Borromeo, Giovanni Pezzotti, Anselmo Guerrieri Gonzaga, Pietro Bonetti, Achille Griffini, Alberico Gerli, Giovanni e Gaetano Cantoni, Giuseppe Finzi, i fratelli Lazzati, ed altri. Correnti quando ebbe intorno gli amici disse loro non potersi più ormai differire lo scoppio della rivoluzione; essere ormai necessario anticiparlo, e propose perciò si facesse il giorno seguente, il 18 marzo, per le vie di Milano una dimostrazione, armata questa volta, per affrontare gli austriaci, se questi assalissero i cittadini. Alle parole del Correnti soffocammo un grido di gioia, disse il Gerli, ci stringemmo le mani, e ci separammo. La mattina seguente eravamo tutti in casa del De Luigi, all’ora fissata, e dopo breve discussione si convenne di affidare il Governo provvisorio al Municipio, con facoltà di aggregarsi chi volesse; intanto il Podestà Casati doveva chiedere a O’ Donnel, Vice Governatore in assenza dello Spaur, che la Polizia fosse affidata al Municipio, e si conchiuse di accompagnare il Podestà al palazzo di Governo per ottenere quanto si chiedeva.

(La Rivoluzione Lombarda del 1848-59, di Vittore Ottolini, pag. 60).

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