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Ricordi di gioventù

Note 3 — CAPITOLO I

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Si pensi con quale terrore si temesse dai Valtellinesi la possibilità d’una restaurazione del Governo Grigione dopo il 1815, alla caduta del Governo Napoleonico. Perciò il Consiglio Dipartimentale, anche a nome di tutte le Rappresentanze Comunali della Provincia, deliberava di mandare una missione a Vienna per scongiurare il pericolo, e per patrocinare presso il Congresso lo statu quo, cioè l’unione della Valtellina alla Lombardia. Furono eletti e mandati a Vienna due Delegati, il conte Diego Guicciardi, già ministro e Presidente del Senato del Regno Italico, e Gerolamo Stampa di Chiavenna. Rimasero a Vienna parecchi mesi, informando, nel frattempo, di quanto avveniva, il Consiglio, gli amici, e tra questi, specialmente, mio nonno, a cui diedero i protocolli della loro missione, ossia un diario in cui segnavano giornalmente le trattative ed i colloqui coi diversi Rappresentanti delle Potenze al Congresso. Da questi protocolli, conservati in casa nostra, si rilevano le brighe e gli sforzi dei Grigioni per riavere la Valtellina, le mosse dei Delegati per sventarli, i propositi politici, ed i vari progetti delle Potenze. L’Austria, naturalmente, accoglieva il voto dei Valtellinesi, che la loro Valle rimanesse provincia lombarda, ed aveva già occupato Chiavenna; il solo ambasciatore di Sardegna, San Marzano, appoggiava questa soluzione, dicendo che non bisognava lasciar aperte nuove porte agli stranieri traverso le Alpi. La Francia e l’Inghilterra propendevano a fare della Valtellina un Cantone svizzero autonomo. Altre Potenze, e parte dei Cantoni svizzeri stessi, non si mostravano da principio favorevoli a questa soluzione, per non ingrandire la Confederazione, specialmente con un Cantone Cattolico. Intanto acquistava favore, e stava per trionfare, una soluzione intermedia, quella di riunire ancora la Valtellina ai Grigioni, ma costituita in Quarta Lega. Così eravamo da capo, e si riapriva una nuova serie di discordie civili. Quando, improvvisamente, piomba in mezzo al Congresso, come una bomba, la notizia che Napoleone era fuggito dall’Isola d’Elba, ed era sbarcato il 1.º marzo a Cannes. Allora, in fretta e in furia, vengono decise varie quistioni pendenti, e il lembo alpino del paese lombardo viene subito concesso all’Austria, che le Potenze volevano cattivarsi, ansiose di spingerla contro Napoleone. I Valtellinesi furono lieti d’avere scossa l’odiata signoria dei Grigioni; non avevano raggiunta l’indipendenza, ma erano ritornati lombardi ed italiani, ottenendo finalmente per sempre un governo civile e regolare. La Valtellina fu ufficialmente chiamata la Provincia di Sondrio.

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