Note 2 — CAPITOLO I
Reading edition
Avvenuta nel 1706 l’invasione dei Francesi in Lombardia, la Valtellina poco dopo insorse contro i suoi dominatori Grigioni, e ottenne che il generale Bonaparte l’aggregasse alle provincia lombarde, con un decreto pubblicato il 7 brumaio anno VI (28 ottobre 1797). In principio la Valtellina attraversò anni tristissimi, prima col governo giacobino, poi coll’invasione austro-russa; e allora si vide un tal Simeone Paravicini mettersi a capo della reazione e della guerra civile. Gli Austriaci entrarono nella valle, arrestando e mandando a Innsbruck quali ostaggi parecchie tra le persone più note, che erano alla testa del movimento liberale. Mio nonno, specialmente ricercato, riuscì a fuggire, traverso gravi pericoli. I paesi dell’alta Valtellina allora furono invasi da bande di disertori, di fuggiaschi dai paesi limitrofi, e di malviventi d’ogni specie, che inaugurarono un periodo di assassinii e di ladroneggi, chiamato poi il tempo dei briganti. Mio nonno, ritornato in paese dopo la battaglia di Marengo, e dopo il ritorno dei francesi, fu chiamato a diverse cariche pubbliche; e fu anche più volte preso di mira, lui e le sue case, dai briganti. Nell’esercizio dei suoi uffizi andava sempre armato, e seguìto da qualche famigliare parimenti armato. I fatti di brigantaggio si ripeterono poi in Valtellina nel 1809 in seguito a moti avvenuti in alcuni paesi, al riaprirsi della guerra tra la Francia e l’Austria. Le gesta dei briganti formarono poi una leggenda durata un pezzo, che sentivo raccontare dai vecchi quand’ero ragazzo; e nella leggenda i nomi di mio nonno e della sua famiglia erano frequentemente ripetuti.