Note 1 — Chapter VIII
Reading edition
Italian literature is loud-voiced on this topic. The concluding stanzas of Poliziano's Orfeo, recited before the Cardinal of Mantua, the Capitoli of Berni, Bronzino, La Casa, and some of the Canti Carnasialeschi, might be cited. We might add Varchi's express testimony as to the morals of Filippo Strozzi, Lorenzino de' Medici, Pier Luigi Farnese, and Clement VII. What Segni (lib. x. p. 409) tells us about the brave Giovanni Bandini is also very significant. In the Life of San Bernardino of Siena, Vespasiano (Vite di Illustri Uomini, p. 186) writes: 'L'Italia, ch' era piena di queste tenebre, e aveva lasciata ogni norma di buoni costumi, e non era più chi conoscesse Iddio. Tanto erano sommersi e sepulti ne' maladetti e abbominevoli vizi nefandi! Gli avevano in modo messi in uso, che non temevano nè Iddio nè l'onore del mondo. Maladetta cecità! In tanto eccesso era venuto ogni cosa, che gli scellerati ed enormi vizi non era più chi gli stimasse, per lo maladetto uso che n'avevano fatto ... massime il maladetto e abominando e detestando peccato della sodomia. Erano in modo stracorsi in questa cecità, che bisognava che l'onnipotente Iddio facesse un' altra volta piovere dal cielo zolfo e fuoco come egli fece a Sodoma e Gomorra.' Compare Savonarola passim, the inductions to the Sacre Rappresentazioni, the familiar letters of Machiavelli, and the statute of Cosimo against this vice (year 1542, Sabellii Summa. Venice, 1715; vol. v. p. 287).