Note 2 — Chapter V
Reading edition
See lib. ii. cap. 34: 'Nel nostro scrivere non intendiamo far giudizio delle cose incerte, e massimamente della intenzione e animo segreto degli uomini, che non apparisce chiara se non per congettura e riscontro delle cose esteriori. E però stando termo il primo proposito, vogliamo raccontare quanto più possibile ci sia, la verità delle cose fatte, più tosto che delle pensate o immaginate.' This is dignified and noble language in an age which admired the brilliant falsehoods of Giovio.