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Racconti storici e morali

Note 3 — UNA BUONA FAMIGLIA

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M. Gasparin, protestante, scriveva di poi qualcosa di simile. «Sarà una delle meraviglie dell'avvenire il sentir che una società, la quale dicevasi cristiana, dedicò i sei o sette anni più belli della giovinezza de' figli suoi allo studio d'autori pagani; ch'essa gli ha unicamente nodriti delle false idee, delle false virtù, della falsa gloria di quelli; che gli allevò nel culto della patria, dell'onore della rinomanza che sopravvive alla tomba e che non pagasi mai troppo cara; che lentamente e laboriosamente ispirò loro gl'insegnamenti più contrarj al vangelo; che questo vangelo fu relegato a un posto talmente subordinato ed infimo, da poter ben di rado bilanciare l'influsso di quelle detestabili dottrine, sì ben addatte alle nostre inclinazioni naturali; e che in nome di Cristo si fece forza per acquistare molti discepoli a Socrate e a Zenone. Che cristiani si formassero così, noi lo vedemmo alle feste della Ragione; che Francesi, lo vedemmo a questa spaventosa perpetua parodia della Grecia e di Roma, espressa nei nomi, nel linguaggio e ancor più ne' sentimenti di tutti... Io mi ricordo di quando uscii di quest'educazione nazionale; mi ricordo cos'erano tutti i miei camerata coi quali avevo a fare. Eramo noi buoni cittadini? nol so; certo non eramo buoni cristiani, non avevamo tampoco i più deboli principj della fede evangelica.» Intéréts généraux du protéstantisme français, 1844.

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