Note 2 — LA DONNA BIANCA DEI COLLALTO.
Reading edition
Traduco dall'originale inglese il canto del Roger, perchè si vegga la conformità dei fatti, e perchè non manca di una certa originalità. Secondo lui il Conte sarebbe stato chiamato da lettere pressanti a Venezia; ma nel tempo che seguì il fatto che diede origine alla tradizione, i Collalto non s'erano ancora dati alla Repubblica, come appare alla nota precedente. Di qualche altra variante più o meno inesatta non faremo gran caso, giacchè sarebbe a desiderarsi che tutti i novellieri avessero altrettanto amore alla verità e rispetto all'Italia, quanta n'ebbe codesto poeta straniero. Ecco i versi:
COLL'ALTO.
Da questo speglio (la massiccia teca, In cui gareggian le materie e l'arte, Mostra che molte s'affacciaro in lui Nobili dame del vetusto ceppo), Da questo speglio, ora negletto, un giorno Cosa apparì che ad un delitto atroce Ed a lunghi dolori origin dette. Da quel dì vi svolazza il vipistrello, E se taluno al suo nemico impreca: Sia la tua casa desolata, esclama, Come Coll'Alto. — I grigi merli infranti Erge il castello sul pendìo d'un monte Siccome un nido d'aquile, e prospetta La tarvisina sottoposta Marca. Il maggiordomo mi guidò nell'erma Camera della dama ove dei prischi Addobbi rimanea splendido avanzo Qualche tappeto istorïato e i casi Di Lancillotto e di Ginevra in mezzo Alle selvette dei trapunti arazzi. Argenteo arnese al mulïebre sacro Mattutin culto v'ammirai pur anco Di cesel fiorentino opra vetusta, Ove putti e delfini, e frutti e fiori Mescea forse Ghiberti e Benvenuto. Dal soffitto pendeva aurata gabbia, Dove loquace peregrino augello L'ale agitando di smeraldo, al cenno Della padrona modulava il canto Che a lei piacesse. — Il maggiordomo, i radi Grigi crini scotendo, i fasti antichi Mi narrava e i mirabili portenti Propagati nel vulgo. Il sol cadente Io mirava frattanto, ed ei seguìa. Avea, gran tempo è corso, una leggiadra Damigella a lei cara, e cara a tutti Per l'alma ingenua e come giglio pura. Eran cresciute insieme, e alcun mirando La giovinetta e i suoi modi soavi, Mormorava tra sè: non è costei Nata in sì basso ed umil loco. Un vago Amor di solitudine, un istinto Di peregrine fantasie nel folto De' bruni boschi la traea sovente. Onde chi la vedeva errar solinga Nell'ora istessa, candida la veste, Candido il viso, la chiamò col nome Di Donna Bianca.... ma che vado io mai Novellando, o signor? Già cade il giorno. — Su quella sedia assisa era la dama, Su quella sedia stessa, e dietro a lei La vaga ancella le annodava in molli Trecce la chioma. — Da quell'uscio il Conte Apparì d'improvviso, e da pressanti Lettere d'Adria alla ducal cittade Pur mo' chiamato, a congedarsi prese Dalla nobile sposa. Ahi! ma non era Per la sposa lo sguardo ed il sorriso, Segno di mutua intelligenza arcana Che alla gelosa dama in quel momento Lo speglio rivelò! — Chi sa? Fu forse Un demone crudel che si frappose Fra il lucido cristallo, e gli occhi suoi. Un demone crudel che si diletta Volgere in fiel le brevi gioie umane! Vide, o veder credette — ed all'offesa Rapida, atroce, in quella notte istessa Susseguì la vendetta. Anco la luna Dal monte Calvo non sorgea, nè 'l lupo Cominciava a ulular sotto la torre, Che la infelice giovanetta a forza Era tratta a morir! Stilla di sangue Non fu versata, nè veleno od altro Mortifero strumento indizio diede Dell'orrendo supplicio a cui soggiacque. Non un capello le fu torto: fresca Siccome un fior, piena di vita, calda Del primo foco giovanil, murata, — Murata fu nella parete, ed orma Pur non rimase dell'orribil tomba Che viva e palpitante la rinchiuse, Rifatta a piombo e a squadra!... Or se vi aggrada Visitar la funerea cappella, Di grado in grado scenderem. La notte Nella marmorea nicchia immota e bianca, Qual se le pietre innanzi a lei sien tolte, Ricomparisce in atto di preghiera E lieve lieve.... voi ridete? Oh! fosse Pur una fola l'apparir di lei! — Lieve dal marmo si distacca e fugge A traverso le selve e le montagne Come spirto ramingo. Il cacciatore Che il dì precede, o il boscaiuol che all'opra S'affretta, spesso la sorprende e grida, Segnandola da lungi: È Donna Bianca!
Roger Italy.