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Questioni internazionali

Note 9 — Capitolo Secondo. — La Tripolitania e la Francia.

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La Francia tentò di metter piede nella valle dell'Alto Nilo tra il 1895 e il 1898. Impotente a far uscire l'Inghilterra dall'Egitto, volle con mosse caute e lente avvicinarsi al Sudan Egiziano. Il governo britannico avvertì subito i disegni francesi e non esitò ad ammonire per bocca di Sir Edward Grey (seduta della Camera dei Comuni del 28 marzo 1895) che avrebbe considerata una spedizione francese nella valle del Nilo come un «atto nemico (unfriendly)». Tuttavia, essendo ministro degli affari esteri in Francia l'Hanotaux, fu affidata segretamente al capitano Marchand la missione di raggiungere Fachoda, capoluogo del Bar-el-Ghazal, e di alzarvi la bandiera francese. Il Marchand raggiunse l'obbiettivo il 10 luglio 1898. Ma il 19 settembre giunsero dinanzi a Fachoda anche gl'inglesi e intimarono al Marchand lo sgombero della posizione. Il bravo ufficiale dovette rassegnarsi quando da Parigi gli giunse un ordine conforme. La Francia cedette, pur credendo che il suo diritto fosse leso, dinanzi alla forza, poichè l'Inghilterra era decisa a far valere la propria volontà. L'Hanotaux, il quale era stato sostituito al ministero degli affari esteri dal Delcassé quando l'incidente ebbe quella soluzione dolorosa per l'orgoglio francese, ha esposto nel suo volume «Le partage de l'Afrique: Fachoda» le ragioni che a proprio avviso giustificavano la condotta della Francia, dolendosi che l'opinione pubblica del suo paese non confortasse il governo a resistere: «.... l'impérialisme (britannico) faisait feu de toutes pièces.... il prenait position en vue d'une rupture et agitait le spectre de la guerre. A ce degré d'exaltation, il ne trouvait plus de contre-partie dans l'opinion française:.... une véritable panique, emportait les esprits; cette panique, accrue par tant de moyens dont dispose l'Angleterre, s'exagérait par elle-même et donnait à cette puissance toujours admirablement renseignée, la mesure de ce qu'elle pouvait tenter. La France ne trouva pas à cette heure, dans son droit, dans sa bonne foi, dans ses intentions aussi raisonnables qu'honorables, une de ces impulsions unanimes et chaleureuses qui, en d'autres circonstances, ont réchauffé et animé les gouvernements» (pag. 147).

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