Note 43 — Capitolo Nono. — Le stragi d'Armenia e il concerto europeo.
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L'ambasciatore Tommaso Catalani morì improvvisamente a Terapia il 28 luglio. Era uomo accorto ed energico, profondo conoscitore così delle finalità palesi e dissimulate della politica delle grandi potenze, come di tutte le risorse del giuoco diplomatico; e la inaspettata sua scomparsa fu grave danno. Aveva percorso la carriera grado a grado, accaparrandosi dovunque esercitò il suo ufficio simpatia e fiducia. Il lungo soggiorno in Inghilterra (1869-1889) temprando il suo carattere e affinando le naturali sue qualità, aveva contribuito a far di lui uno dei migliori rappresentanti che l'Italia avesse all'estero. Crispi lo stimava e l'amava moltissimo.