Note (165) — CAPITOLO XX.
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Alcuni filosofi del secolo ritrovano straordinario di vedere che la Divinità, seguitando la tradizione, siasi rivelata di una maniera sì poco uniforme nelle diverse regioni del nostro globo, che in proposito di religione gli uomini si riguardano gli uni gli altri cogli occhi dell'odio, o del disprezzo (ved. annot. 97.), ciò che rende i fautori delle differenti sette mutuamente reprensibili: i misteri i più rispettati in una Religione, sono altrettanti oggetti di scherno per un altra. Dio avendo tanto fatto (aggiungono essi) di rivelarsi egli uomini, avrebbe almeno dovuto loro parlare una medesima lingua, dispensando a tutti così il loro debole spirito della molesta confusione di ricercare quale può essere la religione emanata veramente da esso lui, e quale è il Culto il più grato, alla sua eterna volontà, ed il più accetto alla sua Divina ineffabile Onnipotenza.