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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Note (150) — CAPITOLO XVII.

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Il termine נבאים (nebiim) plurale di נביא Profeta viene dal verbo נבא (naba) che significa predire, indovinare; e questo vocabolo è variamente preso nella Scrittura in rapporto alle persone differenti che sono state rivestite di simile attributo. È però da rimarcarsi che l'ispezione principale de' Profeti era negli antichi tempi quella di raccogliere gli atti di tutto ciò che si passava di considerabile nella Giudea, e di scrivere i libri sacri, non tacendo pero ch'essi aveano inoltre la qualità di Oratori pubblici, e come tali arringavano in presenza del Popolo, secondo il bisogno dello stato, predicevano gli infortunj da' quali era esso minacciato, e Dio servivasi del loro mezzo per rendere noto al mondo la sua eterna volontà, e per rilevare le cose occulte. Queste arringhe, o Profezìe erano registrate, e conservate negli Archivj della stessa maniera di tutti gli altri atti, o documenti; distribuivasene ancora molte copie affinchè il popolo poteste leggerle a suo libero piacere, e ad un tempo medesimo emendarsi colle salutari esortazioni che vi si contenevano.

Queste grazie straordinarie del Cielo facevano loro conferire il nome di veggenti, come si rimarca in Saulle, il quale volendo consultare il Profeta Samuel sulla perdita degli armenti del di lui genitore, e prendere cognizione da esso del luogo in cui potevano quelli ritrovarsi, egli domandò ad alcune ragazze che ha incontrate Nam hic videns? (1. de Reg. Cap. 9); e nello stesso Cap. vi si legge inoltre che ne' tempi di Samuel, quelli che noi distinguiamo col carattere di Profeti non erano allora chiamati che veggenti; e quindi supponibile che non si chiamassero tali, se non se per ch'essi vedevano da lontano le cose che dovevano accadere, e rivelavano ciò che era occulto al resto degli uomini.

Aggiungasi ancora che un tempo si è dato pure il nome di Profeti a certe persone, le quali viveano separate dal resto del mondo, adunandosi unicamente a certe fissate ore del giorno, e della notte per tenere delle conferenze sulle scritture, per cantare gli encomj del Creatore, quali solevano accompagnare sovente da varj armonici strumenti, e ciò ad oggetto di eccitarsi meglio alla devozione, ed alla vita religiosa, e contemplativa che si erano prescelta.

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