Note (134) — CAPITOLO XVI.
Reading edition
I farisei sostenevano, con asseveranza, che oltre la Legge data sul prodigioso monte di Sinaj a Mosè dall'Essere Supremo, questi avesse confidato verbalmente allo stesso Legislatore un gran numero di riti, dogmi, e Cerimonie, ch'esso avea fatto indi passare alla posterità senza scriverle; essi giugnevano per fino a nominare gl'individui, dalle bocche de' quali queste tradizioni furono fino a' loro tempi genuinamente tramandate; essi attribuivano loro il valore, e l'autorità stessa del Pentateuco, supponendole per le tradizioni, come lo rimarca sensatamente Bayle, è passato da' farisei antichi a' farisei moderni; se quelli le difendevano con ogni sforzo, ed accanimento, questi col più deciso entusiasmo sostengono che chiunque, o rigetta, o mette in dubbio un solo istante la Legge Orale dee essere considerato come un מין (min) appostata, o eretico, e per conseguenza è dannato irremissibilmente nell'altra vita, e reo di morte in questa, una veruna formalità di processo; e noi abbiamo a sufficienza già fatto conoscere altrove l'odio inesorabile che nutrono gli ebrei Talmudisti contro i Settatori Caraiti, pertinacemente attaccati alle semplici scritture, senza volere conoscere tradizione di sorte alcuna, ed il disprezzo con cui per altra parte questi trattano i primi per vederli sovente preferire i mistici fantasmi tradizionali che traviano la mente, alla chiara semplicità della scrittura, che edifica il cuore.