Note (121) — CAPITOLO XIV.
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Io intendo per tali punti essenziali della Religione l'esistenza dell'Essere Supremo, l'immortalità dell'Anima umana, e quindi le ricompense, e le punizioni della medesima nella vita futura, ed in qualche parte ancora l'osservanza delle solennità principali, nella guisa, precisamente che accennammo.
Peraltro, non mi sembra inutile affatto quì di rimarcare col Seldeno (uxor. Hebr. Lib 1. Cap. III.) che avendo i Rabbini fissate tre maniere differenti d'investigare, e scuoprire le verità moltiplici racchiuse in vari luoghi della scrittura, cioè il testo, la ragione, e l'autorità degli antichi, regole quasi comuni a tutte le sette che esistono sulla terra; i Caraiti vanno pienamente d'accordo co' Rabbanisti nelle due sole prime, considerandole come urgenti, ed oltremodo indispensabili; e se rare volte adottano anche l'ultima, non è già perchè s'impongano un dovere, siccome praticano gli altri, di crederla o seguirla alla rinfusa; ma essi vi si sottomettono in proporzione che la ritrovano esatta, ed in ogni punto consentanea allo spirito genuino della scrittura.