Note (117) — CAPITOLO XIV.
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Non si può certamente di proposito negare che nel ristretto numero di scrittori che ha prodotto la setta de' Caraiti, Aaron Ben Josef debba, senza contradizione tenere il primo rango; esso vivea nel Secolo tredicesimo, professava la medicina, ed esercitava nel tempo stesso l'ufficio di Rabbino in Costantinopoli. Il Caraita Mardocheo (altro celebre letterato di questa setta), ce lo rappresenta come un uomo profondamente versato nell'intelligenza del Pentateuco, nello studio della natura, della filosofia, ed anche oltremodo perito nella cognizione di tuttociò che la cabala racchiude di più occulto, e di più misterioso (ved. la versione e le note di M.r Wolf all'opera di Dod. mordochai, sotto il tit. di notit. Karæor. Cap. XI. pag. 141.) Per altro, pare verosimile, come lo pretende lo stesso Wolf ch'essendosi egli applicato a questa scienza chimerica, la quale non è fondata che sopra giuochi di una immaginazione sovvertita, esso non abbia avuto altro in mira che i indagarne meglio l'insufficienza, e convincersi per se stesso che ben lungi dal ritrovarvi qualche solida utilità nelle moltiplici sottigliezze che ne costituiscono l'usanza, quelle non sono ad altro idonee che a corrompere lo spirito; e ciò è tanto più probabile, quanto che restaci chiaro dimostrato dalle veementi espressioni ch'esso usa, allorchè imprende a confutare certe parafrasi allegoriche, o cabalistiche riportate dal medesimo nel suo מובחר (mubhar) Il Scelto (che è un Commentario sul Pentateuco) opera che lo stesso Abenesdra non potè in molte parti non approvare. È in essa dove il rinomato nostro Aaron nel tempo medesimo ch'egli spiega tutta la sua robusta energia per dimostrare i vantaggi sommi che ha la di lui Setta sopra quella de' Talmudisti, non cessa di declamare contro infiniti abusi che mirava introdotti nella sua, del tutto estranei all'essenzialità delle sue primitive instituzioni, perchè non gli appartenevano di sorte alcuna, ed esso vi progetta in vece i mezzi i più pronti, ed i più efficaci, onde reprimerli, e allontanarli.
Infatti sia quanto si vuole ottimo, e proficuo lo stabilimento del Caraismo fra gli uomini, è altresì chiaramente dimostrato che non potrebbe andare quello pure in alcun modo esente da una riforma radicale che ne modificasse il rigore, semplificandone le pratiche, e ne togliesse quelle ridicole superfluità che vi s'intrusero a grado a grado con detrimento delle sue primitive instituzioni, e che lo stesso Ben Josef non ha potuto astenersi dal riprovare, benchè tanto proclive a consolidarne le massime, e a sostenerle.