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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Note (115) — CAPITOLO XIV.

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Alla testa di questi due partiti de' quali abbiamo poco avanti ragionato erano allora Hillel e Sciamaj, che gli rendevano più luminosi, e di qualche considerazione. I Rabbanisti però danno il torto a Sciamaj, il quale era, com'essi dicono, un'uomo impetuoso, e violente; essi sostengono che la loro divisione in altro non verteva che intorno a tre soli riti di non molta importanza. Ma il sentimento parziale di pochi Dottori, non può avere forza bastante di abrogare ciò che si legge in chiari sensi, e nel Talmud, e altrove che la disputa si riscaldò si violentemente che non era tanto agevole di calmarla in veruna maniera: ciascuno di quelli eresse una scuola pubblica, un giorno determinato si adunarono entrambe; ma se queste si accordarono sopra varj articoli, ne rimase, per altre, un maggior numero sul quale restarono esse totalmente inconciliabili; Hillel sostenne con calore la tradizione (Misnah. 5) pretendendo asseverantemente esservi stata una Legge la quale fosse passata da bocca in bocca, come da un telegrafo ad un altro, benchè più lentamente, da Mosè fino ad Esdra, e di questi fino ad esso: Sciamai, al contrario, insisteva di doversi tenere scrupolosamente attaccato alla sola Legge scritta, riguardando tutte le parafrasi, o appendici che alla medesima si fossero aggiunte, come estranee onninamente alla tersa religione di un vero Israelita, a cui riescono il più delle volte indifferenti, sovente perniciose, ma sempre inutili. Quindi il pregiudizio degli ebrei Talmudisti, che attribuiscono il torto a Sciamai, conferma la quasi positiva certezza del testè riportato sentimento cioè, che questi fosse avverso alla tradizione.

Ciò che d'altronde, non pare in alcuna maniera supponibile si è, che i Caraiti si attribuissero un origine odiosa, o menzognera (come assurdamente lo pensarono alcuni de' loro oppositori) se i medesimi non fossero completamente persuasi che quella ch'essi vantano è la vera; frattanto uno de' più eruditi di questa setta, dice in termini formali che i Caraiti sono assolutamente sortiti dalla casa di Sciamai (Vedi Mosè Betschitsi MS. apud Trigland, Cap. 6. p. 72 e 74).

Ecco tutto quanto noi possiamo infatti di proposito asserire sulla probabile fondazione originaria della setta dei Caraiti.

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