Note (98) — CAPITOLO XII.
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Lucrezio ha detto, è ormai venti, e più secoli, che tutto il genere umano, fino da' suoi tempi, era oppresso miseramente sotto la soma lacerante della superstizione:
Humana ante oculos fœde cum jacere, In terris oppressa gravi sub Religione. L. I. v. 63. 64.
Che direbbe mai Lucrezio, se risorgere ei potesse a' tempi nostri? Molti l'hanno parimente ripetuto con eguale veemenza, dopo di lui; infiniti altri benemeriti scrittori se ne lagnano ancora; ma frattanto esistere si mirano tuttavia ovunque, e la superstizione, e i suoi detestabili fautori.