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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Note (97) — CAPITOLO XII.

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Se prescindere vogliamo un solo istante dalle follie deplorabili che le numerose tradizioni de' popoli gentili hanno fino a noi tramandate, a che si ridurrebbero mai senza di quelle tutte le immense pratiche, o cerimonie delle sette che ci si offrono a' tempi odierni? Quelle dell'Israelismo furono, a tempo debito, da noi evidentemente contraddistinte; e quelle coltivate dalle altre, senza dubbio, a poca cosa. Ma ciò che reca stupore si è di vedere, come tutte le nazioni, senza eccettuarne alcuna, vanno esattamente concordi, e nel deciso fervore con cui ciascuna di esse pretende fare valere la sua, e nella sorgente incontaminata dalla quale vogliono tutte farle direttamente scaturire.

Per altro, io ricercherei di proposito a tutti questi settarj, come pervenire a provare quale fra queste tradizioni potrà dirsi giustamente la vera, in mezzo alle moltiplici contraddizioni ch'esse ci offrono insieme, ed alla ripugnanza che ogni popolo dimostra costantemente per le tradizioni di un altro popolo? Le nove incarnazioni di Wistnou sono religione nelle Indie, e favola in Pietroburgo; l'Eucaristia, è un sacramento presso i Cristiani, è un idolatria in Costantinopoli, nella guisa che le gesta di Maometto venerate da' Musulmani come altrettante intuizioni divine, sono riguardate da' Seguaci di Cristo, come l'effetto dell'impostura, e dell'insania; e tuttociò finalmente che gli altri popoli apprezzano come sacro, e inviolabile, è dagli ebrei riguardato come degno di abominio, e di esecrazione; nella guisa che una gran parte degli usi, e cerimonie religiose praticate da questi, persuasi che procedino dallo spirito santo, o dal portentoso Batkol, di cui fu già da noi parlato altrove, formano l'oggetto dell'improperio, e della derisione degli altri popoli.

Or in mezzo a tante fluttuanti opinioni, sostenute da ogni parte col più fervido entusiasmo, come mai rintracciare la meno assurda, la più ovvia, la migliore? Per altro, il servigio il più rimarcabile che rendere si potrebbe a tutti i popoli dell'universo, quello sarebbe, senza dubbio, di fare ed essi conoscere l'illusione, e il nocumento delle loro stravaganti opinioni a tale riguardo, ma niuno fino ad ora ci ha pensato giammai, e sembra che nè pure vi abbia avuta l'idea d'intraprenderlo, nè il coraggio sufficiente di eseguirlo.

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