Note (95) — CAPITOLO XII.
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tali sono appunto gli stravaganti riflessi che dettero adito in ogni tempo alla temeraria miscredenza di alcuni pensatori liberi, onde conchiudere assurdamente che i principj su' quali si fonda la religione (tuttochè da' sani filosofi giudicati, e riconosciuti sempre incontrastabili), altro non sono che ipotesi azzardate, immaginate dall'ignoranza, propalate dalla credulità, adottate dalla speranza, e venerate dal timore: Les uns, aggiugne Montagne, font à croire au monde qu'ils croient ce qu'ils ne croient pas, les autres en plus grand nombre se le font à croire à eux mêmes, ne sachant pas pénétrer ce que c'est que croire. Ess. IV.