Note (104) — CAPITOLO XII.
Reading edition
Le sagge ammirabili prescrizioni instituite da Mosè al popolo ebreo sono amplificate oggi a tal eccesso dai settatori talmudisti, come lo rimarcammo a sufficienza nei capitoli precedenti, che ora più non è possibile distinguere quale fosse propriamente il genuino senso primitivo delle medesime; ogni minimo Rabbì, ogni devota femminuccia ne accresce sempre a suo capriccio qualche bizzarra nuova pratica, e de' nuovi riti stravaganti, quali dal rabbinico dialetto sono chiamati גדרים (ghedarim), cioè ripari, per non giugnere al grado com'essi erroneamente opinano di trasgredire ciò che attacca in massima l'essenziale de' veri precetti comandati da' Mosè; ed egli è insomma così che questi glosatori co' loro ghedarim non solo resero le solennità prescritte al Popolo ebreo come giorni di delizia, e di ricreazione, un giogo aggravante, e insopportabile per la massa enorme de' riti, doveri, e cerimonie di tante specie differenti, aggiunte alla quantità immensa de' precetti già imposti da Mosè ne' tempi andati, ma tutto il Pentateuco altresì, un edifizio informe soggetto a crollare, e a subissarsi al benchè minimo urto.