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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Note (67) — CAPITOLO IX.

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Il celebre Maimonide nella sua prefazione alla di lui opera (Yad Hazakah mano forte) dice che Mosè avanti la sua morte scrisse di proprio suo pugno tanti esemplari del codice delle sua legge, quante erano le tribù d'Israel, distribuendone una per ciascuna di esse, e deponendo un altro simile nell'arca detta di alleanza; e che desse, aggiugne lo stesso Autore, comunicò in seguito di viva voce al sinedrio del suo tempo l'interpretazione di questa medesima legge, quale interpretazione ch'egli sostiene comunicata da Dio a Mosè direttamente sulla vetta di Sinaj, fu poscia insegnata dopo la morte di esso agli antichi seniori da Gesuè suo successore, e luce del popolo d'Israel (vedi Pirkè avoth cap. 4) e che quelli che gli succederono, in qualità di capi, e Sanhedrim fecero lo stesso al riguardo degli altri più recenti che ne accrebbero il numero all'eccesso fino a R. Jeudah il santo, che tutte le raccolse, conferì loro il metodo di cui mancavano, e le mise il primo per iscritto.

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