Note (2) — CAPITOLO I.
Reading edition
Vari Scrittori d'altronde accreditati, ed Erodoto fra questi (lib. 2. cap. 14.) sostengono, con qualche asseveranza, che il nome עברים Ebrei (Nghibrim) che prendono i seguaci di Abramo, il quale è il primo che dalla Scrittura venga denominato עברי (Nghibrì) Ebreo (Gen. c. 14. v. 13.) altro propriamente non sia che un alterazione del nome Ibri, o Iberi dell'Albania, e delle varie differenti nazioni che dimoravano al di là dell'Eufrate, e delle sue rispettive sorgenti fra il mare Causpio, ed il mar Nero. Io per altro, senza diffondermi ad appugnare come falsa, nè ad ammettere come probabile la presunta etimologia di simile vocabolo, mi contenterò di accennare solo di slancio, che i Commentatori Ebrei ne fissano la derivazione radicale dal verbo ebraico עבר (nghabar) che significa passare, riferendo al passaggio che fece Abramo dal fiume Eufrate partendo dalla Palestina sua patria per trasferirsi nella Mesopotamia, e di là rendersi nel paese di Canaan; ed alcuni altri ne ripetono l'etimologia da Heber figlio di Schem da cui Abramo discendeva in linea diretta.
Ma ciò che riesce presso che impossibile di conciliare coll'Istoria si è l'epoca dello stabilimento del rito della Circoncisione, mentre tutti i più sottili investigatori dell'antichità si fanno, d'accordo, a sostenere che gli Egizj, gli Etiopi, ed i Colchi, nazioni che l'istoria ci dimostra già esistenti nel secolo di Abramo, furono gl'inventori di questo Rito, Pudenda circumcidebant a principio, dice Erodoto, parlando di esse (in Euter. p. 127.). Diodoro di Sicilia è del medesimo parere (lib. 1. p. 24.) e lo stesso Filone, la cui autorità in questa parte non può essere in verun modo sospetta, sembra esso pure convenirne (Phil. de Circumcis. pag. 10.). Ed i Critici ritrovano che Geremia colloca gli Egizj alla testa di tutti i Circoncisi (Visitabo super omnem qui circumcisum habet præputium, super Ægyptum, et super Judam, et super Ædom, et super Ammon, et super Moab. Jerem. cap. 9. ver. 24. 25.). Dal che molti vogliono inferire che questa ceremonia Rituale fosse già conosciuta, e praticata sopra quasi tutta la terra, quando il Patriarca Ebreo cominciò, per Divina prescrizione, a metterla in voga fra i suoi (Gen. cap. 17. v. 11.): il P. Accosta ritrovò degl'indizj di questo Rito nel Messico, siccome ancora Pietro Martire nel Jugatan, Oviedo, Pisone, Gumilla e alcuni altri ne ritrovarono essi pure delle traccie ne' paesi i più lontani e nella più remota antichità.
Pensino i critici come loro piace, ma frattanto tutte le umane opinioni debbono per sempre tacere in faccia della Scrittura, la quale sola può determinare ogni nostro sentimento, e che può con sicurezza guidarci nell'ameno sentiero della verità.