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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Note (1) — CAPITOLO I.

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I Chinesi vantano trentaseimila anni di antichità, ed i più accreditati Istorici che ci tramandarono i fasti di questa Nazione, assicurano che Fo-Hi loro primo Sovrano montò sul Trono della China tremila anni avanti Cristo, ciò che farebbe rimontare la fondazione del loro Impero a più di trecento anni al di là del Diluvio, e quindi l'antichità di questo popolo assai più oltre l'epoca in cui le opinioni odierne fissano la creazione dell'universo, e la struttura originaria del primo Essere umano (Ved. Lenglet Meth. d'étudier l'Hyst. et Beyeri. Mem. Hist. Crit. Libror. rarior. pag. 171). E da que' pochi frammenti che ci restarono del Manethone, prete Egiziano, e della Genealogia, o successione de' Re di Egitto, trasmessaci da Erodoto, l'origine degli Egizj, e la fondazione del loro regno è portata oltre mille anni al di là di tutte le più lontane epoche della Creazione, se prescindere vogliamo però da quella degli Assirj, degli Etiopi, de' Sciti, de' Frigiani, e de' già riportati Chinesi, che vanno tutti molto più lungi nell'antichità; ed alcuni rinomati autori parimenti dettero al primo Zoroastro novemila anni di antichità, ed altrettanti a' suoi Persiani. Ma la venerazione intima che nutriamo per l'ammirabile Codice Mosaico ci costringe ad abbandonare interamente una simile questione, che parrebbe in qualche modo cospirare a rendere apocrifa la Genesi, che ne forma parte, e così ammettendo soltanto per autentico ciò che trasmesso ci venne da Mosè, noi riguardiamo tutte le altre opinioni come assurde, affatto destituite di base, e di ragione.

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