Note (148) — Cap. XX.
Reading edition
Ceux qui persecutent un philosophe, osserva sensatamente Voltaire, sous pretexte que ses opinions peuvent être dangereuses au public sont aussi absurdes, que ceux qui craindraient que l'étude de l'algebre ne fit encherir le pain au marchè; il faut plaindre un être pensant qui s'égare; le persecuteur est insensé, & horrible. In fatti noi siamo tutti fratelli, ciò è evidente; ma se alcuno de' miei fratelli, tutto che pieno di rispetto, e di amore filiale inclinasse di supplicare il nostro padre comune in una lingua, in un tuono, ed in un metodo affatto differente da quello che io fossi portato a praticare, dovrei perciò infierire contro di esso, opprimerlo, straziarlo? Questo è ciò pur troppo, che per molto che lo abbiano tentato i filosofi amici dell'umanità, non si è mai potuto fare imprimere nelle teste abbacinate de' settarj.