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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo II

Note (109) — Cap. XIII.

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Da tutte queste calamitose peripezie (da noi già per tante volte descritte nel corso di quest'opera e partitamente rimarcate quanto era duopo nella nostra Introduzione Preliminare) gli ebrei traggono dalla loro parte un soggetto di gloria, di trionfo, e di esultazione, e sostengono sempre colla più insistente asseveranza, che la loro Nazione è il cuore dell'universo, volendo forse inferire con ciò essere la prima, per che la più antica di tutte quante adorarono sulla terra il Dio di Verità: Israelitæ inter populos sunt instar Cordis ad reliqua membra (ved. Buxtorf. in Lib. Cuzarj).

Essi appoggiano questa ferma persuasione sopra ciò che è loro assicurato dal Profeta Amos, ed anche da vari altri che Dio non conosce ch'essi fra tutti i popoli della terra, e che a cagione appunto di simile preferenza egli non cessa di reprimere i difetti de' medesimi e di emendare i loro travviamenti col mezzo delle tante sofferenze delle quali sono essi da sì lungo tempo le vittime. E in tanto alimentati da simile illusorio conforto un secolo vedea succedere l'altro, e la desolazione d'Israel succedevasi con esso parimenti ognor più crudele, e sempre più disperata.

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