Note (105) — Cap. XII.
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Noi attribuiamo sovente alla natura delle cose, dice un critico moderno, alle quali vogliamo con la forza delle Leggi provvedere, ciò che deriva da' mezzi che s'impiegano per ottenere il fine propostosi. Quindi è per che sì di frequente si fanno Leggi pessime, e insofficienti, e che per conseguenza non si arriva a conseguire il fine, che ha avuto in mira il Legislatore, e per ciò assurdamente si opina non essere possibile riescire nell'impresa. In varie parti di mondo si sono fatte delle Leggi relativamente agli ebrei; ma siccome poche fra queste ebbero per iscopo il meglioramento di essi, si giunse follemente a conchiudere che non ne erano capaci, e che inutili per tale oggetto riuscivano le Leggi: quale insana deduzione! Proscriveteasi dalla società, grida Mirabeau, ogni distinzione avvilente per essi, apriteasi loro tutte le vie di sussistenze, e di acquisti, facciansi delle Leggi che gl'incoraggischino a dedicarsi alle arti, ed a' Mestieri, ed alle scienze, che gli pongano, e gli mantengano in possesso di tutti i diritti di Cittadini, e bentosto questa Costituzione equa gli porrà nella classe de' membri i più utili allo stato, e riconosceretemo allora come queste Leggi utili, e salutari per elleno medesimi rimedieranno, ad un tratto, a tutti que' mali che loro si ...... sono fatti, ed alle mancanze, delle quali furono essi costretti a rendersi colpevoli: cette nation a reçu de la nature comme toute autre la faculté de devenir la meilleure et plus heureuse & c'est une entreprise favorable à l'humanité ordonnée par la Justice, invoquée par une saine politique, d'améliorer sa situation (Esprit de mirab. T. II. Lib. IX. Phil.)