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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo II

Note (104) — Cap. XII.

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Tale è il carattere detestabile di entrambe queste superstiziose Nazioni; ma esse non sono già le sole per altro, nella Cristianità a procedere in tal foggia verso i Catecumeni ebrei; v'ha fin anche de' popoli i quali dopo di avere, come dimostrammo altrove, ferocemente usata ogni violenza, ed ogni frode per attirare de' proseliti ebrei a' fonti battezzimali, gli abbandonano in seguito all'inedia, all'avvilimento, all'ignominia, rigettandogli come più spregevoli degli esseri, insultandogli sovente, e non curandogli giammai: infatti quanti ve n'ha di questi che ridotti agli estremi della disperazione, sono astretti a mendicare laceri, e famelici per le pubbliche contrade, o una miserabile moneta che non è appena sufficiente per impedir loro di morire, ovvero un tozzo di pane muffito, e nero, che non avrebbero voluto, essendo ebrei, porgerlo ad un loro simile per timore di nuocerlo. Sono questi forse i vantaggi che ritraggono coloro che si abbandonano alla fede? Così dunque ricompensa la chiesa romana gl'iniziati ne' suoi mistici arcani!

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