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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo II

Note (103) — Cap. XII.

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Per quanto ci rapportano tutti i viaggiatori i più accreditati, non v'ha in tutta l'estensione degli stati Maomettani un solo musulmano distinto, sia per impieghi pubblici, sia per i titoli, o per ricchezza, che non tenga uno, due, ed anche un maggior numero di ebrei al suo servizio, o nella qualità di segretario, o di economo, o di direttore, o di medico, o di chirurgo, o di finanziere; tanta è la buona fede che i Turchi hanno generalmente parlando, negli ebrei, che coloro fra i medesimi che hanno del talento per gli affari politici pervengono ad occupare i primi ranghi qualificati nelle Corte orientali; ed i Principi confidano loro bene di frequente le ingerenze le più luminose, e le più importanti dello stato, come seguì appunto a Pacheco cui l'Imperatore di Marocco destinò Ambasciatore nelle Provincie unite nel Secolo 16. (mis. de Bar. Hist. univ. Juiv.), ed a tanti altri, benchè gli ebrei sieno in corpo esposti sovente ad ogni sorta di avarie, come lo sono i Cristiani Greci specialmente i quali vivono soggetti al dominio Maomettano.

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