Note (91) — Cap. X.
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E quì da notarsi che gli ebrei divenuti la conquista delle aquile romane, essi vi si resero utili al segno di conseguire da quello stato delle esenzioni assai distinte, e de' privilegj considerabili, come l'ammissione a tutti gl'impieghi sia civili, sia militari, e sopra tutto la libera facoltà di vivere secondo le loro proprie Leggi, come il Dohm lo ha chiaramente provato con due passaggi di Origene (ved. Lib. 6. Cap. 1. in Epist. ad Rom. e p. 243. Epist. ad Afric.) E quanti altri mai fra noi essi non si sono inalzati fino all'apice delle dignità le più Cospicue fino anche alla stessa Prefettura onoraria (ved. Lib. 22. Cod. Theod. De Jud.) fastigio dignitatum dice il passaggio parlando del patriarca Gamaliel. E quali alti rimarcabili servigj degni di essere trasmessi alla più tarda posterità non resero a Roma Ircano, Erode, Agrippa ed Antipatio? Le storie ce ne convincono ad ogni tratto.