Note (79) — Cap. IX.
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Di tutte le leggi detestabili che si prefissero la totale perdizione del giudaismo, non ve n'a forse alcuna che con maggior sforzo tendesse a compiere questo perfido sanguinario disegno di quelle de' Visigoti (ved. Leg. Wisigoth. Lib. XII. T. 2. e 3. e in Georigis. Corp. Jur. Germ. aut. 2155. e seg.). Infatti quali trame restavano mai della religione degli ebrei, togliendo loro l'osservanza del sabato, e quella di tutte le altre feste; vietando loro di contrarre matrimonio secondo il rito mosaico, e di regolare il loro cibo, conforme lo spirito, e le prescrizioni di questo Culto, e sopprimendo loro ancora il rito essenziale della Circoncisione? Tali erano gli ordini comandati da queste Leggi esecrabili (Ibid. Lib. XII. Tit. 2. Lib VIII. Tit. 7.) e le pene ordinate contro i trasgressori di queste Leggi, erano o l'ultimo Capitale supplizio, il quale dovea essere inflitto da medesimi ebrei, o la lapidazione, o l'atroce condanna di essere abbruciato vivo. Quelle provocate da' Papi erano alla verità meno crudeli, ma spregevoli del pari, mentre desse gli dichiaravano del tutto incapaci di rendere testimonianza in giustizia, e di essere rivestiti d'impieghi pubblici (Can. X. De Judæis, & Heret.). Le altre varie Leggi che non gli tiranneggiavano a questo eccesso, gli riducevano all'orlo dell'indigenza, e della disperazione cogli aggravi enormi che loro erano imposti i quali di gran lunga eccedevano sovente l'ammontare delle loro stesse facoltà, e ritrovando qualche renitenza dalla parte dell'infelice Contribuente, passavasi allora, senza ritegno alle più inumane procedure, ad oggetto di sortirne più agevolmente il bramato detestabile intento. (ved. la seg. annot.)