Note (76) — Cap. IX.
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Un certo Rabbino fanatico, e visionario, capo di piccola Comunità di ebrei d'uno de' paesi del Piemonte dopo alcuni anni di servizio in tale qualità fece un giorno convocare i capi rappresentanti questo Corpo, ad oggetto di domandare loro il congedo, aducendo per motivo che i suoi principj religiosi non gli permettevano di abitare più a lungo in un paese dove l'individuo Israelita fosse risparmiato dal גלות (galuth), cioè cattività, o persecuzione di altri Cittadini, rendendosi questa come necessaria, ed essenziale allo stato di esilio in cui ritrovasi questo popolo dal di lui vetusto suolo di promissione, e che sifatto galuth venivagli a mancare in quel paese soggetto alle sozze intolleranti Leggi della Francia. Quell'infelice gregge che soddisfatto mostravasi del servizio di simile pastore, e di cui avrebbe troppo rincresciuta la perdita, non seppe ritrovare altro mezzo per distoglierlo da sì strana risoluzione, che eccitare un incirconciso devoto, e folle al pari di esso, a proferire contro del medesimo delle ingiurie e delle villanie fino a farlo vergognosamente fuggire, e ritrarsi nel recinto della sua nazione. Ciò che essendo stato dal medesimo eseguito l'accennato rabbino se ne ritornò contento in grembo a' suoi, i quali lo posseggono anche attualmente a sì vilissimo prezzo. Si può spignere più oltre l'imbecillità, e il delirio umano!